20 Giugno 2024

Piani Individuali di Risparmio (PIR): un’opportunità per investire in Startup e PMI Innovative e beneficiare di importanti vantaggi fiscali.

Piani Individuali di Risparmio (PIR)

Investimento alternativo: i Piani Individuali di Risparmio

L’investimento in Piani Individuali di Risparmio (PIR) rappresenta un’opzione interessante per gli investitori che vogliono indirizzare i propri risparmi su una tipologia di investimento “alternativo”, come ad esempio l’investimento in Startup e PMI Innovative, e godere allo stesso tempo di un regime fiscale agevolato che non ha eguali nel panorama attuale.

Questo tipo di operazioni, infatti, permettono di beneficiare sia della detrazione del 30% o del 50% se l’investimento riguarda Startup o PMI Innovative, sia dell’esenzione dal pagamento dell’imposta sostitutiva sul capital gain, se viene rispettato il vincolo temporale di detenzione degli strumenti (5 anni).

I PIR, ed in particolare i PIR Alternativi che contengono al loro interno quote di società come le Startup o le PMI Innovative, consentono di ottenere dei rendimenti potenzialmente molto interessanti, elevati dalle particolari agevolazioni fiscali che abbiamo visto sono previste dalla Legge.

Gli investitori consapevoli, dotati di una buona conoscenza in materia di investimenti, hanno la possibilità di costruire un PIR in maniera autonoma (cd PIR fai-da-te) identificando quelle che sono le Startup target su cui investire. Utilizzando i servizi online messi a disposizione da diversi intermediari o fiduciarie, l’investitore riesce così a ridurre significativamente i costi di gestione e quindi aumentare ulteriormente il rendimento netto sull’investimento.

Va precisato, che i PIR alternativi, essendo composti da società non quotate in mercati regolamentati, rappresentano un tipo di investimento illiquido e con un elevato profilo di rischio.

 

Piani Individuali di Risparmio (PIR): cosa sono?

I Piani Individuali di Risparmio (PIR) sono una forma di investimento introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 per canalizzare il risparmio verso le imprese operanti nel territorio Italiano.

La norma è riservata alle persone fisiche residenti in Italia che agiscono al di fuori dell’attività d’impresa e che investono nei cd “PIR conformi”.

I soggetti residenti in Italia che investono i propri risparmi sotto forma di PIR godono di diversi vantaggi fiscali che altrimenti non avrebbero utilizzando altre forme di investimento.

La normativa prevede due tipologie di PIR, i PIR ordinari (di terza generazione) ed i PIR alternativi. La differenza tra le due modalità riguarda la composizione degli stessi: nei PIR alternativi, infatti, vi è una prevalenza di strumenti finanziari emessi da società non quotate e quindi risultano più indicati per quei soggetti che vogliono indirizzate i propri investimenti in Startup e PMI Innovative anche di piccola dimensione, mentre i PIR ordinari sono caratterizzati dalla prevalenza di strumenti finanziari emessi da società quotate nei principali indici borsistici della borsa italiana.

In ogni caso, entrambi gli strumenti, possono essere utilizzati per l’investimento in realtà di piccole dimensioni godendo allo stesso tempo di evidenti vantaggi di tipo fiscale.

 

Definizione di Piani Individuali di Risparmio e caratteristiche

Come detto in apertura di articolo, la normativa contempla due tipologie di Piani Individuali di Risparmio: i PIR ordinari e i PIR alternativi.

PIR ordinari

Il PIR Ordinario, ovvero il cosiddetto PIR di terza generazione costituito a decorrere dall’01/01/2020, presenta le seguenti caratteristiche:

  • almeno il 70% del valore complessivo del piano deve essere costituito da “investimenti qualificati”, ovvero da strumenti finanziari emessi da imprese residenti in Italia o in altri Stati dell’UE o dello Spazio Economico Europeo (SEE), ma con stabile presenza in Italia, per almeno 2/3 dell’anno;
  • almeno il 25% di questo 70% (equivalente al 17,5% dell’intero patrimonio del PIR) deve essere investito in strumenti finanziari di imprese non incluse nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati;
  • almeno il 5% di questo 70% (equivalente al 3,5% dell’intero patrimonio del PIR) deve essere investito in strumenti finanziari di imprese non incluse né nel FTSE MIB né nel FTSE Mid Cap della Borsa italiana o indici equivalenti.

Per poter accedere al regime fiscale agevolato bisogna rispettare i seguenti limiti:

  • Limiti di investimento: ciascuna persona fisica può essere titolare di un solo PIR nel quale può investire non più di 40.000 euro all'anno (il minimo è di 500 euro), entro un limite complessivo di 200.000 euro.
  • Vincolo di detenzione: gli strumenti finanziari in cui è investito il piano devono essere detenuti per almeno cinque anni.
  • Vincolo di concentrazione: non più del 10 per cento delle somme o valori destinati nel piano può essere investito in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso soggetto o con altra società appartenente al medesimo gruppo.

 

PIR alternativi

Affianco ai PIR ordinari, il decreto Rilancio (dl n°34 del 19 maggio 2020) ha introdotto i PIR Alternativi. L’obiettivo di questa tipologia di PIR è quello di indirizzare il risparmio verso investimenti che per loro natura sono “illiquidi” al fine di assicurare risorse al settore delle PMI.

Questa tipologia di PIR risulta pertanto l’ideale per quegli investitori che hanno risorse finanziarie da investire in progetti innovativi portati avanti da startup di piccole dimensioni o da PMI innovative.

I PIR alternativi presentano le seguenti caratteristiche:

  • Almeno il 70% del valore complessivo del piano deve essere investito, direttamente o indirettamente, per almeno due terzi dell’anno solare, in strumenti finanziari di imprese residenti in Italia o in Stati membri dell’UE o del SEE ma con stabile presenza in Italia non incluse negli indici azionari FTSE MIB, FTSE Mid-Cap o equivalenti;
  • Gli investimenti possono essere rappresentati anche da prestiti e crediti erogati dalle predette imprese. Ad esempio sono investimenti qualificati secondo la disciplina dei PIR alternativi i prestiti erogati da finanziatori non professionali attraverso piattaforme di peer to peer lending.

Così come i PIR ordinari anche per i PIR alternativi, per poter accedere al regime fiscale agevolato, bisogna rispettare i seguenti limiti che sono leggermente diversi rispetto a quelli previsti per i PIR ordinari:

  • Limiti di investimento: fino ad un massimo di 300.000€ all'anno e per un totale complessivo di 1.500.000€.
  • Vincolo di detenzione: gli strumenti finanziari in cui è investito il piano devono essere detenuti per almeno cinque anni.
  • Vincolo di concentrazione: non più del 20 per cento delle somme o valori destinati nel piano può essere investito in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso soggetto o con altra società appartenente al medesimo gruppo.

Un’importante novità introdotta dalla legge di bilancio del 2022 riguarda la possibilità di detenere, contemporaneamente ad un PIR ordinario, più di un PIR Alternativo (CIRCOLARE N. 3/E 2018 Agenzia Delle Entrate).

 

Costituzione di un Piano Individuale di Risparmio

Un Piano Individuale di Risparmio può essere costituito tramite:

  • un rapporto di custodia o amministrazione, anche fiduciaria, di gestione di portafogli o altro stabile rapporto (ad es. sottoscrizione OICR) con esercizio dell’opzione del risparmio amministrato;
  • un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, per i quali non è richiesta l’opzione del risparmio amministrato;
  • altro “stabile rapporto” con un intermediario abilitato esercitando l’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato.

Investimenti tramite OICR “PIR Compliant”

Sono considerati investimenti qualificati anche le quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) residenti nel territorio dello Stato o in Stati membri UE o in Stati SEE, che investono per almeno il 70 per cento dell’attivo in strumenti finanziari “qualificati”. Per cui un investitore persona fisica che acquista una quota di un OICR PIR Compliant può accedere al regime fiscale agevolato.

PIR “fai-da-te”

Un investitore titolare di un Piano Individuale di Risparmio che abbia costituito un rapporto di custodia o amministrazione, anche fiduciaria, può direttamente effettuare gli investimenti nelle società target senza passare per il tramite di assicurazioni o OICR PIR compliant (cd PIR fai-da-te).

I PIR Alternativi fai da te permettono agli investitori di gestire autonomamente i propri investimenti, rispettando i requisiti normativi. In questo modo sarà l’investitore a scegliere la società target nella quale investire acquisendo quote societarie o titoli di debito anche per il tramite di piattaforme di crowdfunding.

Per costituire un PIR Alternativo, è necessario un rapporto con un intermediario o con una società fiduciaria, o tramite dei servizi online messi a disposizione da diversi intermediari, che vigilano sul rispetto della normativa, gestiscono materialmente le operazioni di investimento e fungono da sostituto d’imposta.

 

Agevolazioni fiscali

Dal punto di vista fiscale, è previsto che i redditi di capitale e i redditi diversi di natura finanziaria non siano assoggettati a tassazione, qualora l’investimento sia detenuto per almeno 5 anni (holding period). In caso di rimborso anticipato o di cessione prima del quinquennio, con conseguente reinvestimento delle somme, i redditi prodotti dal piano sono comunque esclusi da imposizione.

Il regime dei PIR e il regime fiscale degli investimenti in Start-up e PMI Innovative non sono alternativi, per cui, sugli investimenti in startup e PMI Innovative è possibile continuare a beneficiare della detrazione fiscale del 50% o del 30% sugli investimenti nel capitale di queste imprese.

Credito d’imposta minusvalenze: nei PIR alternativi, per gli investimenti qualificati effettuati entro il 31 dicembre 2021 è previsto un credito d’imposta pari alle minusvalenze, perdite, e differenziali negativi realizzati, a condizione che essi vengano detenuti per almeno 5 anni e il credito d’imposta non ecceda il 20% delle somme investite. Il credito, che non concorre alla formazione del reddito, è utilizzabile in 10 quote annuali di pari importo.

In relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022, il credito d’imposta è pari al 10% delle somme investite in strumenti finanziari qualificati e va utilizzato in quindici anni in quote di pari importo.

 

Cosa possiamo fare per Voi

Il nostro studio è una realtà consolidata nel mondo delle imprese innovative e negli anni si è specializzato nell’attività di fundraising per le società clienti.

Offriamo supporto per la ricerca di investimenti in equity da fondi di investimento o investitori privati e per l’emissione di strumenti finanziari partecipativi o mini-bond.

Nell’ambito dell’attività di fundraising, possiamo analizzare insieme a consulenti finanziari abilitati quelle che sono le startup innovative presenti nel nostro portafoglio clienti e sulla base delle quali costruire un portafoglio nella forma di PIR.

 

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